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Quell’”amara” Unità d’Italia

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Quell’”amara” Unità d’Italia

Fatti e Misfatti di un’azione politica e militare poco conosciuta, anzi mistificata, che rese possibile ai Savoia la conquista del meridione d’Italia.

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Quell’ “amara” Unità d’Italia

(Fatti, antefatti e misfatti di un’azione politica e militare poco conosciuta, anzi mistificata, che rese possibile ai Savoia la conquista del meridione d’Italia)

Il presente saggio vuole essere un contributo alle celebrazioni dell’Unità d’Italia che, per essere apprezzabili e sentite, non possono avvenire se prescindono da una rilettura puntuale di quello che fu davvero il movimento risorgimentale. Negare, oggi, ancora la verità circa il cammino impervio che caratterizzò l’unione, o meglio l’annessione, del Sud al Nord, dimostrerebbe solo il perpetrarsi di una debolezza dello Stato che non sa e non vuole ancora confrontarsi con una vicenda fatta soprattutto di interessi poco limpidi dei Savoia (erano sull’orlo della bancarotta), intrighi internazionali e ideali liberali ampiamente traditi.

La storia dell’Unità, qualora liberata da servili compiacenze ai vincitori, risentimenti crociani (Croce era nipote di perseguitati borbonici), nonché resa scevra da improbabili agiografie ai padri risorgimentali, ricondotti anch’essi ad una visione reale e per questo più umana, ci consegnerebbe la visione di quella che fu, nel 1860, l’immane tragedia di un popolo, il meridionale, che una volta soggiogato e impoverito non fu in grado, o non seppe, più riprendersi.

Nel raccontare la storia non dovrebbe essere sottaciuto neppure il numero impressionante di vittime che la cosiddetta unione comportò al Sud, un numero impressionante ( un vero genocidio) ai quali andrebbero aggiunti i tanti giovani piemontesi, mandati dai Savoia a combattere, inconsapevolmente, fra gente che non poteva comprenderli e tantomeno amarli. Non a caso lo storico Denis Mac Smith afferma che il Regno Sabaudo subì maggiori vittime per effetto della reazione del Sud ( la guerra civile impropriamente definita brigantaggio) che in tutte e tre le guerre d’Indipendenza.

In tanta sofferenza, i soli a vincere, approfittando dell’interessato sostegno internazionale nonché dell’impreparazione dell’ultimo re Borbone, furono i Savoia; ma anche quella fu vittoria poco duratura e amaramente pagata.

La storia dei popoli, come il destino, non si ferma e la sofferenza è sempre presente in tutti i processi unitari; ciò però non autorizza a negare la verità degli avvenimenti, come non autorizza lo Stato a tenere ancora segregate circa centocinquantamila pagine che, qualora visionate, questa storia potrebbero forse raccontarcela con maggiore chiarezza.

Di tutto questo parla il presente saggio, il quale in modo serio, ma non serioso, accompagna il lettore, sia pure schematicamente, in un percorso storico, mai così coraggiosamente ricostruito che, senza infingimenti, attraversa tutte le vicende che precedettero e poi determinarono la famosa Unità; per affermare, alla fine del percorso che, oggi, quell’Unità è un bene sacro e imperdibile proprio per il dolore che, purtroppo, ebbe e seppe provocare.

D.L.

P.S. Il saggio è il risultato di ricerche fatte presso gli archivi di Stato di Napoli, Salerno, Potenza, Matera, Archivi diocesani, etc.

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